Last night (Massy Tadjedin) **½ /4

Last night, USA/Francia, 2010, 92 min.

Premetto che chi scrive non è decisamente un aficionado del genere romantico e che considera gli unici, veri, film sull’Amore In the mood for love di Wong Kar-wai e Jules e Jim di Truffaut. L’esordio alla regia di Massy Tajedin, conosciuta finora solo per la sceneggiatura di The Jacket, è un buon rappresentante del genere, ben strutturato, ben girato e ottimamente recitato, che si è meritato il privilegio di essere selezionato come film d’apertura all’ultimo Festival del Film di Roma.

Il film si svolge nell’arco di 24 ore concentrandosi, chiaramente, sulla fatidica last night del titolo. Michael (Sam Worthington) e Joanna (Keira Knightley) sono una giovane coppia benestante, insieme dai tempi del college e felicemente sposati da alcuni anni. Nella notte decisiva lui, in viaggio di lavoro a Philadelphia, sarà tentato dalla provocante collega Laura (Eva Mendes), tutt’altro che ritrosa nei confronti dell’uomo. Contemporaneamente lei, rimasta a New York da sola, rincontra una vecchia fiamma, il giovane scrittore francese Alex (Guillaume Canet), non ancora totalmente dimenticata. Resisteranno alle tentazioni? Che ne sarà degli sposini? Le luci dell’alba risolveranno le due situazioni, sollevando però altri dubbi.

Ennesima variazione sul tema del tradimento, l’opera prima della Tadjedin, pur non spiccando per originalità, emerge per una buona costruzione dell’intreccio parallelo e un’ottima caratterizzazione dei personaggi. La regista riesce infatti a tratteggiare due storie diverse per approccio – attrazione puramente sessuale per Michael, amore romantico per Joanna – riuscendo ogni volta che passa da una all’altra a differenziare il tono della sua regia, ordinaria ma senza sbavature, sottolineandola con scelte diverse di fotografia e scenografia. I quattro personaggi protagonisti delle vicende sono credibili e sfaccettati; la loro caratterizzazione fa emergere così quattro tipologie umane, con almeno una delle quali lo spettatore finirà per immedesimarsi e “fare il tifo”. Da una parte la figura di Michael, pieno di dubbi ma allo stesso tempo attratto fisicamente da Laura, si delinea come quella di un uomo sostanzialmente debole, in balia degli eventi, che sembra affrontare le cose con una sorta di ineluttabilità, mentre Laura, molto più matura e consapevole di ciò che vuole, sembra perfettamente a suo agio in una situazione del genere. Dall’altra Joanna è il ritratto dell’anima sensibile, divisa tra l’amore (e il rispetto) per il marito e quello per un uomo in fondo a lei più affine che la guarda con aria sognante, un uomo che sa essere intraprendente con dolcezza senza risultare invadente.

La regista, pur senza mai giudicare, pone lo spettatore di fronte a due situazioni che si basano su principi opposti (la carne e il sentimento) e sembra chiederci quanto siamo disposti a perdonare un tradimento e quale dei due tipi sia più “legittimo”. Su questa ambivalenza ruota tutto il film e, l’incedere delle storie parallele, appassiona senza mai subire cadute di ritmo, anche grazie alla durata contenuta dei 90 minuti e all’interpretazione vivida degli attori, sempre convincenti. In particolare spiccano le due figure femminili, quasi due opposti, che trovano il loro valore aggiunto nell’espressività degli sguardi più che nelle parole. Parole che sono comunque sempre presenti, essendo Last night un film essenzialmente “da camera”, girato quasi tutto in interni e che si basa sul confronto dialettico (e fisico) delle coppie. Nonostante questo, però, la regista riesce a restituire nel segmento romantico Joanne/Alex non poco della magia notturna newyorchese.

L’esordio di questa regista di origini iraniane risulta quindi convincente e, utilizzando le dinamiche del genere, si rivela un’opera che senza sfociare mai nel melenso o nella retorica, compie un’interessante mappatura dei sentimenti umani, impreziosita anche da un bel finale, tutt’altro che banale.       

EDA

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5 risposte a Last night (Massy Tadjedin) **½ /4

  1. ecilA ha detto:

    Sembra il titolo giusto per una serata leggera videonoleggio+divano!

  2. Shiver- ha detto:

    A quanto pare la critica non è d’accordo con la tua recensione. Anche questa è democrazia.

    http://trovacinema.repubblica.it/film/critica/last-night/395636

  3. EDA ha detto:

    Eheheh meglio così, non è che voglia fare il bastian contrario per forza, ma sono quasi più contento quando la mia non è l’opinione più condivisa. Io comunque il film l’ho lodato ma di certo non incensato, rimane poco sopra la media, ma nel suo essere un “piccolo” film è compiuto e riesce anche ad andare un pò oltre. Posso capire e condividere le critiche sulla regia compiaciuta, però in questo caso non è fastidiosa. Mentre per quanto riguarda dialoghi, situazioni e interpretazioni (i punti su cui battono le critiche che hai linkato) non mi trovo d’accordo. Può essere artificiosa la contrapposizione tra le due storie, ma il tutto mi ha dato una gradevole sensazione di “vita vissuta”

  4. Shiver- ha detto:

    Per non parlare dell’opinione del pubblico medio che scrive le recensioni. Praticamente dicono sempre il contrario dei critici e/o di quello che scrivi qui.

    “Il cinema questo sconosciuto”

  5. EDA ha detto:

    vabbe dai qual’è il “pubblico medio che scrive le recensioni”? quello del “fuori sala” del cinematografo? quello che commenta sui siti generalisti di cinema? non credo abbiano la capacità (o la voglia, o la competenza) di articolare più di due righe. Quello che propone il filmato, poi, è peggio che sparare sulla croce rossa. E’ il sogno di tutti “noi” “snob” mettere alla berlina l’ignoranza del pubblico della De Filippi, ma sono per lo più adolescenti, di tempo per interessarsi alla cultura ne avranno (spero). D’altronde neanch’io sapevo chi fosse il tipo a cui hanno intitolato la mia scuola superiore. :P

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