Zatoichi (Takeshi Kitano) ★★★/4

la locandina giapponese

In occasione del primo appuntamento della rassegna Verso Oriente, ecco la recensione del film in programma: Zatoichi di Kitano Takeshi. Seguiranno, con cadenza settimanale, quelle dei restanti tre: Paprika, Nightmare Detective, Linda Linda Linda

 Zatoichi, Giappone, 2003, 116 min.

Quando Kitano gira, su commissione – ma in totale libertà artistica – la sua versione di Zatoichi nel 2003 è un Autore ormai affermato, reduce dai successi internazionali di Hana-bi, Dolls e il nippo-americano Brother (da molti ritenuto uno dei suoi film meno riusciti, ma sicuramente il più approcciabile tra i suoi yakuza eiga). Zatoichi è anche l’unico film in costume (jidaigeki) di Kitano, nonchè l’ultimo film prima della “trilogia del suicidio artistico” formata da Takeshi’s, Kantoku banzai, Akires to kame. E’ quindi un film particolare nella filmografia del regista, ma non per questo meno riuscito, anzi è proprio con questa pellicola che Kitano dimostra di essere diventato un regista maturo, in grado di girare film che piacciano ad un pubblico più ampio, rispetto alla solita nicchia dei festival occidentali. Zatoichi è infatti il film del regista che più va incontro alla cultura popolare e al grande pubblico, riuscendo a creare una fenomenale alchimia tra esigenze di genere e quelle più propriamente autoriali, tanto da vincere addirittura il Leone d’argento per la miglior regia al Festival di Venezia 2003.  Kitano, che da sempre rifugge le etichette, prende un personaggio popolarissimo in Giappone (tra ’62 e ’73 sono stati fatti 25 film della serie) e lo rielabora alla sua maniera, pur mantenendo un plot di base molto simile a quello dei film originali. Zatoichi è infatti un massaggiatore cieco, col vizio del gioco d’azzardo e grande maestro di spada, che vaga per il Giappone imbattendosi di volta in volta in povera gente vessata da potenti, di cui il Nostro farà piazza pulita. 

lo Zatoichi originale interpretato, per tutta la serie, da Katsu Shintaro

In questo contesto poi si inseriscono due sottotrame: da una parte due sorella geisha arrivano nel villaggio in cerca di vendetta per il massacro della famiglia avvenuto anni prima. Dall’altra un samurai  (Asano Tadanobu), in cerca di un ingaggio per curare la moglie malata, diventa guardia del corpo del potente di turno. Inutile dire che Zatoichi sarà il perno sul quale ruota il tutto, nonchè risolutore delle vicende. La forza del film non è però chiaramente nella trama, quasi scontata anche se riserva un paio di colpi di scena finali davvero gustosi, ma nella rielaborazione di Kitano che, lungi dall’essere un piatto remake senza idee come lo sono oggi per la maggiorparte (guardare i mille rifacimenti di horror giapponesi degli ultimi anni), reinterpreta il personaggio di Zatoichi e innesta in un contesto da film di genere e tradizionale una quantità di inserti freschi e modernissimi, riuscendo così a dare anche un  gran ritmo alla pellicola che alterna brillantemente rigorose scene drammatiche, riusciti intermezzi comici e innovative scene di combattimento (su tutte quelle nella bisca, dove sembra che sia la macchina da presa a brandire la katana).

Hattori (Asano Tadanobu) il principale rivale di Zatoichi nel solito mare di nemici incapaci

Zatoichi è insomma una gioia per gli occhi dei cinefili – numerosi anche  i rimandi, da Kurosawa a Makino –  e un film appassionante per lo spettatore medio, che nel liberatorio e catartico finale viene letteralmente invitato a ballare a questa grande festa di cinema. Non stupisce che un personaggio come Kitano, arrivato ad una tale padronanza del mezzo, abbia deciso di rimettersi di nuovo in gioco a partire dal suo film successivo – Takeshi’s – rimescolando le carte e rinnegando tutto il suo cinema precedente, in tre film che rappresentano una intimissima ridefinizione del proprio essere artista, dalla quale è uscito solo quest’anno con il recentissimo Outrage.

EDA

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Giappone e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...