American Life (Sam Mendes) ★/4

Away we go, USA/Gran Bretagna, 2009, 98 min.

Dopo il buono – per il sottoscritto [Shiver, ndEDA] – Revolutionary Road, film intenso che trovava la sua forza in una sceneggiatura solida e nella bravura dell’ottima coppia protagonista Di Caprio-Winslet, il regista Sam Mendes torna sugli schermi con questo American Life (titolo come al solito stravolto nella traduzione italiana per ammiccare al più grande successo commerciale del regista, ovvero American Beauty), scritto dalla nota coppia di autori Dave Eggers e Vendela Vida, alla loro prima esperienza cinematografica.

Con rammarico e delusione bisogna constatare come questo film risulti invece debole e persino fastidioso per quasi tutta la sua durata, durante la quale Mendes tenta, in maniera forzata e stereotipata, di ricreare l’atmosfera del classico film indie. La storia narra uno scontato, quanto già visto, viaggio on the road di una coppia in attesa di un figlio che vaga per l’America alla ricerca di un luogo in cui sentirsi finalmente a casa. Come da cliché incontreranno vari personaggi strampalati (e senza senso) che non faranno altro che ricordare loro quanto siano “speciali” nella loro “normalità”. Inutile raccontare il prevedibile quanto irritante finale. Tutto il film ha un sapore maledettamente “furbetto”: ebbro di buoni sentimenti (incarnati solo dalla giovane coppia in lotta contro il mondo), strabordante di dialoghi stucchevoli quanto vuoti, contornato da musichette malinconiche (curate dal cantautore britannico Alexi Murdoch). La noia assale ben presto lo spettatore che si ritrova solo a domandarsi quando finirà la falsa storiella messa in scena sul grande schermo.

Shiver

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2 risposte a American Life (Sam Mendes) ★/4

  1. noolyta ha detto:

    non vedo l’ora di vederlo, oltretutto la cinematografia di Sam Mendes non è mai banale e descrive sempre un’America fuori dagli schemi!

  2. Jeanpaul ha detto:

    American life, american non culture. Alla fine della visione della pellicola ciò che rimane in mente e’una storia banale, sconclusionata e fine a se stessa. Che non racconta la realtà americana, ma allo stesso tempo fa trasparire un profondo senso di anticultura tipico dell’oltreoceano.
    Una delle scene che più trasuda di questo spirito è l’incontro tra la coppia protagonista ed una coppia ancorata ad una cultura mediorientale ridicolizzata e stereotipata (piuttosto che criticare culture diverse e dalle basi ben salde l’america e gli americani dovrebbero prima cercare di trovare una propria identita’…).
    Le avventure della neofamiglia inoltre non rispecchiano quella che e’ la tipica situazione di una neofamiglia americana. Nel film essa e’ dipinta come abbandonata a se stessa da genitori, amici e società, luogo comune che non caratterizza la situazione delle famiglie cresciute in america da piu’ di una generazione, come quella plasmata dal regista Sam Mendes.
    Il tutto e’ reso ancor più mediocre da una colonna sonora che, così come il resto del film, non lascia il segno.
    Unica nota quasi positiva in questa composizione stonata è la recitazione, non memorabile ma ben realizzata per quanto riguarda gran parte dei personaggi, mediocre nel caso del maschio della coppia protagonista.

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