I migliori film giapponesi del 2010

Kinema Junpo è la più importante  e antica (1919) rivista di critica cinematografica in Giappone e come ogni anno a gennaio stila la propria classifica con i migliori dieci film giapponesi dell’annata appena trascorsa. Entrare nella sua BEST TEN annuale – pur essendo considerata una classifica solitamente conservatrice – rappresenta da decenni (siamo alla 84° edizione!) il riconoscimento più prestigioso per i registi giapponesi. Andiamo quindi a vedere quali sono state le pellicole premiate quest’anno…


                         KINEMA JUNPO BEST TEN

1. Villain (Akunin) di Lee Sang-il

Il giovane Yuichi si prende cura dei nonni – che lo hanno cresciuto – in un piccolo villaggio di pescatori vicino Nagasaki. Lavora come manovale ed è fondamentalmente solo. Un giorno incontra Yoshino dopo averla conosciuta su un sito d’appuntamenti, ma la ragazza viene ritrovata morta il giorno seguente. Inizialmente viene sospettato dell’omicidio un altro ragazzo, così che Yuichi continua la sua solita vita. In seguito riceve una mail da Mitsuyo, altra ragazza conosciuta in internet, e quando si incontrano si innamorano. Mitsuyo, nonostante Yuichi sia diventato il sospettato principale, gli propone di non costituirsi e fuggire insieme.

2. Confessions (Kokuhaku) di Nakashima Tetsuya

La vita di Yoko, una normale insegnante di scuola media, viene sconvolta quando la figlia di quattro anno viene uccisa. Arrivando alla conclusione che siano stati due dei suoi studenti, Yoko concepisce un elaborato piano di vendetta che comincia contaminando il latte dei due responsabili con sangue infetto da HIV. Da questo antefatto il film si frammenta in più punti di vista riuscendo a restituire un ritratto impietoso degli adolescenti giapponesi, tra bullismo, nichilismo, solitudine e violenza.

3. Heaven’s Story (id.) di Zeze Takahisa

Dopo una lunga e gloriosa carriera nei pinku eiga (i film erotici giapponesi), dove ha contribuito negli anni 90 a rinnovare tecnica e linguaggio filmico – ricordiamo almeno Tokyo Erotika – Zeze è passato solo negli ultimi anni a produzioni non di genere. Qui realizza un film monumentale, si parla di 278 minuti (!!!),  nel quale ci sono vita, morte e tragedie di una dozzina di personaggi seguiti nei loro percorsi e intrecci nell’arco di dieci anni. Ottima caratterizzazione dei personaggi e momenti di grande cinema soprattutto nella prima parte.

4. 13 Assassins (Jusannin no shikaku) di Miike Takashi
5. Sawako Decides (Kawa no soko kara konnichiwa) di Ishii Yuuya
6. Caterpillar (id.) di Wakamatsu Koji
7. Sword of Desperation (Hisshiken torisashi) Hirayama Hireyuki
8. The Hero Show (id.) di Izutsu Kazuyuki
9. Sketches of Kaitan City (Kaitan shi jokei) di Kumakiri Kazuyoshi
10. A Night in Nude: Salvation (Nudo no yoru: ai wa oshiminaku ubau) di Ishii Takashi

Miglior regista: Lee Sang Il (Villain)
Miglior sceneggiatura: Lee Sang Il, Yoshida Shuichi (Villain)
Migliore attrice: Terajima Shinobu (Caterpillar)
Migliore attore: Toyokawa Etsushi (Sword of Desperation, A Good Husband)
Miglior attrice in un ruolo di supporto: Ando Sakura (A Crowd of Three, etc.)
Miglior attore in un ruolo di supporto: Emoto Akira (Villain)
Miglior attrice emergente: Sakuraba Nanami (Last Ronin, etc.)
Miglior attore emergente: Ikuta Toma (No Longer Human, etc.)

Per la cronaca, Kinema Junpo stila anche una BEST TEN dei film stranieri e può essere interessante dargli una letta  per notare come vengano percepiti diversamente i film occidentali. Al primo posto si trova un titolo coreano, Breathless, di Yank Ik-jun, al secondo Invictus di Clint Eastwood, al terzo District 9, quarto è Il nastro bianco di Haneke e quinto The hurt locker della Bigelow. Questi ultimi quattro sono tutti film del 2009, giusto per far capire il ritardo con il quale solitamente arrivano i titoli occidentali sugli schermi giapponesi.

Importanti anche i Mainichi Film Award, assegnati dall’omonimo quotidiano, di cui di seguito riporto i premi principali, in attesa degli “Oscar giapponesi” che si terranno come di consuetudine a febbraio (il 24):

Best Japanese Film: Villain di Lee Sang-il
Best Director: Miike Takashi (13 Assassins)
Best Screenplay: Sato Yuki (Heaven’s Story)
Best Actor: Tsutsumi Shin’ichi  (A Lone Scalpel)
Best Actress: Terajima Shinobu (Caterpillar)

Come vedete dei film fin qui citati l’unico recensito nel blog è 13 Assassins di Miike [edit: aggiunti anche Confessions di Nakashima e Villain di Lee Sang-il], non posso quindi che lasciarvi con il buon proposito per il 2011 di dedicare maggiore spazio al cinema giapponese, soprattutto quello contemporaneo. A questo post seguirà poi nei prossimi giorni la personale classifica di THE EIGHTH SAMURAI per i migliori film (usciti in sala/film italiani/film orientali) dell’anno appena trascorso.

EDA

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12 risposte a I migliori film giapponesi del 2010

  1. ugaciaka ha detto:

    ottima segnalazione

    • tonj ra ha detto:

      ciao a tutti, ho visto un bellissimo film del quale purtroppo non ricordo più il titolo, parla di quei bambini invisibili trasportati nelle valigie, lasciati soli in appartamento, la legge proibisce di affittare a madri single con più di un figlio ecc. a chi può aiutarmi va il mio ossequio, vorrei farlo vedere ad altre persone perchè l’ho trovato allo stesso livello di “Departures”. Sbaglio? grazie, Tonj.

      • EDA ha detto:

        Ciao Tonj,
        probabilmente ti riferisci al bellissimo e struggente, Daremo shiranai (nobody knows, nessuno sa) di Koreeda Hirokazu

  2. EDA ha detto:

    grazie!
    il proposito di quest post è proprio quello di far conoscere film che da noi rimangono inevitabilmente sconosciuti, dare una panoramica del cinema giapponese contemporaneo e magari discutere di quei film che si è riusciti a reperire.

    Io ad esempio sono molto contento che Zeze e Miike abbiano finalmente ottenuto il dovuto riconoscimento anche da parte della critica giapponese, così come sono felice di trovare in classifica Caterpillar di Wakamatsu, che bissa così la sua presenza nel 2007 con quel capolavoro che è United Red Army

  3. curiositizen ha detto:

    La classifica di Kinema Junpo è sempre una risorsa per scoprire nuovi film provenienti dal Giappone… io di solito faccio riferimento anche alla classifica annuale di MidnightEye :)

    Complimenti per il blog, molto interessante.
    ciao

  4. EDA ha detto:

    Ciao curiositizen, ho dato un’occhiata al tuo blog, bello! E vedo che anche tu sei appassionato di cinema giapponese, appena lo implemento ricambierò il favore del blogroll, grazie.
    MidnightEye è sicuramente uno tra i siti più professionali a trattare di cinema giapponese e ci scrivono veri e proprio studiosi del settore, insomma è una vera manna! A questo punto segnalo anche i siti di Aarow Gerow – http://www.aarongerow.com/ – (forse il più importante studioso occidentale) e di Mark Schilling – http://japanesemovies.homestead.com/ – (abituale selezionatore dei film giapponesi per il Far East di Udine), mentre in italiano suggerisco AsiaMedia, con il quale collaboro e che sta subendo un vero e proprio restayling di forma e contenuti, ma ho visto che già lo conosci :P

  5. maziyar ha detto:

    vedo di punirmi…

  6. laura modini ha detto:

    ho scoperto per caso il tuo blog, molto interessante.
    vorrei porre due domande: sono interessata alla regia femminile, come identificare il sesso di un autore giapponese?
    Conosci film giapponesi a regia femminile oltre alla onnipresente kawase?
    grazie
    laura

  7. EDA ha detto:

    Ciao Laura e grazie, ti rispondo subito.
    In alcuni casi anche per chi conosce la lingua non è facilissimo capire se si tratti di un uomo o una donna leggendo il nome, ti posso comunque dire che per i “profani” il metodo più semplice per identificare una donna è la presenza del KO finale nel nome: Hanako, Yumiko, Yuko e via dicendo, son tutti nomi femminili.
    Negli ultimi anni molte donne registe si sono affacciate nel panorama nipponico, ho per esempio recensito Ain’t No Tomorrows di Tanada Yuki
    (qui https://eighthsamurai.wordpress.com/2011/06/29/aint-no-tomorrows/). Ti propongo poi altri nomi di registe giapponesi interessanti dell’ultima generazione: Nishikawa Miwa (Wild Berries, Sway), Iguchi Nami (The Cat Leaves Home and Sex Is No Laughing Matter), Ogigami Naoko (Yoshino’s Barber Shop, Megane), Yokohama Satoko (German + Rain, Ultra Miracle Love Story), Inoue Tsuki (The Woman Who Is Beating the Earth, Fuwaku no Adagio), senza dimenticare ovviamente la pioniera Tanaka Kinuyo, prima regista donna nella storia del cinema giapponese e protagonista abitutuale dei film di Mizoguchi.
    Spero di esserti stato utile.

    • laura modini ha detto:

      Un grande grazie, mi sei stata utilissima, comincia ora la mia conoscenza delle registe giapponese che avevo un po’ tralasciato quindi ogni notizia, informazione ecc. mi farà molto molto piacere.
      Andrò a leggermi la tua recensione e spero tu voglia tenermi sempre informata
      laura

      • EDA ha detto:

        Prego, per me è sempre un piacere parlare di cinema giapponese.
        Solo un appunto: “mi sei statO utilissimO” :P

      • laura modini ha detto:

        Hai ragione, pensavo Eda è femminile? ma in giapponese? e allora mi è venuto il dubbio ho guardato altri mess e ho scoperto l’arcano ma ormai il mess era già partito. lau

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