Skyline (The Brothers Strause) ★½ /4

Skyline, USA, 2010, 94 min.

Colin e Greg Strause, maghi degli effetti speciali reduci dalla non esaltante (a voler essere gentili) regia di Alien vs Predator 2, ci riprovano, sviluppando un progetto per alcuni versi simile a quel Battle: Los Angeles di prossima uscita e di cui sono a capo, guarda caso, proprio della sezione degli effetti speciali. Piccola curiosità: si dice che i due fratelli-monelli abbiano finanziato questo Skyline con il compenso del film sopracitato, una mossa che non ha reso esattamente contenti i produttori. I film di fantascienza “dal basso”, nei quali la minaccia arriva all’improvviso e rimane lungamente sconosciuta (il poco riuscito Cloverfield ne rappresenta probabilmente il capofila)  sembra sia una delle ultime mode di Hollywood, supportata sicuramente da un sempre più massiccio uso di effetti spettacolari, di cui i fratelli Strause sono sicuramente degni creatori (guardate la lista dei loro lavori su imdb, impressionante!).

In Skyline seguiamo l’invasione aliena nell’arco di soli tre giorni dal punto di vista di alcuni ragazzi riunitisi per un party in un appartamento di lusso che vengono svegliati nel cuore della notte da un’accecante luce blu. Gli alieni sono infatti sbarcati sulla Terra e stanno letteralmente risucchiando ogni essere umano nelle loro astronavi. I nostri dovranno cercare di scappare alla cattura, ma la minaccia aliena è sempre più pressante.

Plot semplice semplice sul quale gli sceneggiatori non si preoccupano di creare situazioni particolarmente originali. Come spesso accade in questi film infatti molte delle azioni dei protagonisti risultano totalmente inspiegabili (“rifugiarsi” su un tetto non è esattamente l’idea migliore se gli alieni catturano le persone risucchiandole dall’alto con i loro raggi). I vari tentativi di fuga non riescono a imprimere il loro ritmo al film e anche la sensazione di essere asserragliati e intrappolati da delle creature sconosciute, non fa lievitare la tensione. I personaggi sono quanto di più piatto e banale si possa trovare e non c’è verso per lo spettatore non solo di empatizzare, ma anche solo di provare simpatia nei loro confronti. C’è anche da dire che col misero cast riunito per l’occasione (soprattutto attori di supporto provenienti dalla TV, su tutti il Turk di Scrubs) non ci si poteva aspettare molto di meglio, ma davvero non c’è un solo personaggio con un briciolo di carisma in questa pellicola (forse solo in un personaggio di contorno, il portiere ispanico, protagonista dell’immancabile sacrificio). Chiaramente si è deciso di risparmiare sugli attori – il budget, 10 milioni, è ridicolo se paragonato alle analoghe produzioni americane – e sui vari aspetti “di contorno”,  per giocarsi tutte le cartucce sul punto di forza dei fratellini, che è anche il motivo per il quale molti vanno a vedere questo genere di film (non una colpa, sia chiaro): gli effetti speciali. Su questo versante poco da eccepire, anzi tanto di cappello agli Strause per aver cercato di immaginare alieni più originali del solito, sorta di zombie che hanno bisogno di cervelli umani per far azionare le loro armi, tutte apperentemente di natura organica, dai vari “tank” fino alle navicelle. In particolare quando varie forme d’alieni scendono in strada per rapire anche  i pochi superstiti, lo spettacolo si fa più concitato e le scene di distruzione e uccisioni più o meno cruente lasciano il segno, gettando i protagonisti nel terrore più puro.

Il film quindi scorre liscio senza particolari sussulti fino al finale, dove gli Strause rischiano il tutto per tutto e mostrano, finalmente, l’interno delle astronavi, riservandoci un colpo di scena lasciato piuttosto in sospeso che mi ha fatto venire voglia di mandarli cordialmente a farsi mangiare il cervello da questi loro alieni. A pensarci bene però un sussulto c’è stato; è infatti la prima volta in un film del genere che la flotta aerea americana riesce ad abbattere qualcosa (in una scena che sarebbe anche appassionante se non fosse allo stesso tempo comica, qualcosa che ricorda Indipendence Day)…peccato che ovviamente non serva a nulla.

Un film assolutamente innocuo, da guardare a cervello rigorosamente spento, lasciandosi trasportare in maniera piuttosto indifferente verso il finale, nel frattempo se chiudete gli occhi sulle varie carenze, vi potreste anche divertire un pò con effetti speciali curati e botte intergalattiche (io comuque non riesco ancora a digerire scene in cui umani prendono a cazzottoni gli alieni, ma tant’è). Intrattenimento facile.

EDA

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